ELEZIONI POLITICHE: CIVILTÀ CATTOLICA, DUE “NO” DEI CATTOLICI

Per il cosiddetto “terzo polo”, “l’avventura elettorale costituisce una scommessa, poiché l’attuale legge elettorale penalizza i partiti che si presentano da soli”. E’ quanto scrive padre Michele Simone, sull’ultimo numero di “Civiltà cattolica” di cui oggi sono state anticipate le bozze. In attesa di “potere esaminare i programmi elettorali delle due grandi coalizioni, la Casa delle libertà e l’Ulivo”, che verosimilmente si contenderanno i voti il 13 maggio prossimo, la rivista dei gesuiti dà una valutazione “di quei partiti che programmaticamente hanno scelto di non far parte di alcuna coalizione e che quindi dichiarano di voler ‘occupare’ il centro dello schieramento o non sono riusciti a raggiungere un accordo con una delle due coalizioni”. Soltanto Rifondazione Comunista, per padre Simone, “appare in grado di superare il 4% e forse l’Italia dei valori del sen. Di Pietro”, mentre i programmi di tutte le formazioni politiche del “terzo polo” appaiono spesso “carenti nell’esporre i modi e i tempi in cui è possibile realizzarli”. Se, dunque, ad ogni elettore spetterà di valutare i programmi, un’attenzione primaria per i cristiani “è la valutazione di compatibilità tra i programmi e la propria ispirazione”. La rivista dei gesuiti cita, in particolare, “i programmi dei radicali e del Partito di Rifondazione Comunista”, dai quali “emerge con chiarezza la difficoltà, per un cristiano, di accettare le loro posizioni in tema di aborto, bioetica e distribuzione dell’eroina da parte di istituzioni pubbliche”. Per quanto riguarda, inoltre, il Msi-Fiamma Tricolore, secondo Simone “va considerata con attenzione la sua concezione di ‘democrazia corporativa’, che si ricollega all’epoca del regime fascista”. “Valutazioni più strettamente politiche – conclude “Civiltà Cattolica” – devono guidare il discernimento nei confronti di Democrazia Europea e dell’Italia dei valori”.