“Vogliamo costruire una casa insieme. Una casa costruita con pietre diverse. Diverse come i granelli della sabbia del mare. Diverse come gli uomini sulla terra. Una casa per condividere la luce e il calore, le nostre preghiere e le nostre speranze”. Con queste parole di benvenuto, si è aperto ieri sera a Strasburgo l’incontro preparatorio per i giovani che precede di due giorni l’incontro ecumenico europeo promosso dal Ccee (Consiglio delle conferenze episcopali europee) e dalla Kek (Conferenza delle Chiese europee). I giovani sono circa un centinaio e provengono da tutte le nazioni europee in rappresentanza di tutte le Chiese e comunità ecclesiali del continente. E’ la prima volta che un gruppo di giovani viene convocato dai responsabili delle Chiese cristiane per partecipare come interlocutore ad un incontro. Ieri sera, i giovani hanno pregato in lingue diverse e deposto su un tappeto bianco le pietre come simbolo della loro provenienza e come segno della loro volontà a costruire “una casa comune come spazio di speranza e di comunione da condividere ora e sempre”. Il primo obiettivo dell’incontro di Strasburgo – spiegano i promotori – è quello di riunire attorno ad uno stesso tavolo i responsabili delle Chiese europee e i giovani cristiani. “La nostra speranza – dice mons. Aldo Giordano, segretario generale del Ccee – è che la presenza dei giovani ci aiuti a intravedere e a far crescere germogli nuovi per l’inculturazione del cristianesimo in Europa”. (segue)