Sull’ultimo numero del settimanale diocesano “Il Popolo” di Pordenone, il direttore don Bruno Cescon commentava con rammarico l’atteggiamento di alcune organizzazioni sportive che hanno previsto degli incontri anche durante le celebrazioni pasquali. ” “”Si dirà che chi vuol partecipare alle celebrazioni troverà tempi e modi. Non è questo il problema. E’ grave sul piano pedagogico che degli educatori, spesso anche volontari, rendano impossibile psicologicamente ogni minima riflessione sulla nostra tradizione, sul nostro patrimonio culturale e religioso, occupando così intensamente la mente e il corpo di questi ragazzi: la loro mente è nel pallone. Loro, i formatori sportivi, strappano i ragazzi dalle loro radici umane e cristiane”. ” “”Insegniamo ai giovani – ha aggiunto don Cescon – a rispettare le tradizioni dei musulmani, degli indiani Sick. Nelle fabbriche e nelle mense, nelle macellerie, giustamente, i cibi rispettano la tradizione. Il Presidente della Repubblica, Ciampi, aveva – e giustamente – allungato il tempo di voto, in segno di attenzione alla festività ebraica. (…) Comprendiamo tutto. Le stesse buone intenzioni degli organizzatori. Ma non vi pare, cari lettori, che si stia esagerando. E ci si lamenta dei giovani. Qui sono gli adulti ad aver perso il quadro dei valori di riferimento da proporre ai giovani. Non me ne vogliano. E’ questione di buon senso”.” “Tra il venerdì e la domenica di Pasqua, nonostante l’appello del direttore de “Il Popolo”, si sono disputati diversi tornei amatoriali di calcio. La pallavolo internazionale aveva in calendario ben quattro incontri di un torneo, ricordava don Cescon, “pensato in memoria di un credente, che ha amato lo sport e che forse ha qualche ragione per ribellarsi dal Cielo”. Nemmeno ad Imola le competizioni automobilistiche si sono fermate nonostante le perplessità e gli appelli della Chiesa locale.” “” “” “