NOTA SETTIMANALE. Pubblichiamo il testo integrale della nota Sir di questa settimana

“Questo nostro mondo può cambiare”: è instancabile, questo Papa che ha fatto la storia. Continua a proporre, contro i “partiti della guerra” e la “politica di potenza” che sembra prevalere in questi mesi turbolenti, una certezza che viene dalla fede. La Resurrezione è un dono per tutti: “per tutti è il dono pasquale della luce, che fuga le tenebre della paura e della tristezza; per tutti è il dono della pace di Cristo risorto, che spezza le catene della violenza e dell’odio”.” “Alla luce di questa certezza pasquale, che purtroppo troppe volte viene sottovalutata dagli stessi cristiani l’appello che Giovanni Paolo II ha lanciato nel messaggio Urbi et Orbi agli “uomini e donne del terzo millennio” è un vero e proprio messaggio di liberazione: “il mondo non è più schiavo di eventi ineluttabili”.” “Già, all’inizio del terzo millennio, svelata la mistificazione di tante ideologie, ecco emergere con chiarezza la radice cristiana della libertà. Di questa instancabile testimonianza tutti devono rendere merito a Giovanni Paolo II.” “Questo vale anche per l’inestricabile groviglio delle relazioni internazionali ormai da più di trent’anni, anzi, addirittura dal 1948: “la pace è possibile anche là dove da troppo tempo si combatte e si muore, come in Terra Santa e Gerusalemme”. Questa straordinaria pasqua in cui tutte le confessioni cristiane hanno celebrato insieme la morte in croce e la Resurrezione è anche un momento di forte escalation di una guerra mai finita.” “”Mi si stringe il cuore, testimonia una suora maestra d’asilo a Gaza, Suor Marie – Abel all’agenzia Fides, vedendo i bambini che perdono pian piano la loro innocenza. La guerra è divenuto l’orizzonte quotidiano”. Il punto è proprio questo: diverse generazioni sono cresciute con l’unico orizzonte della guerra. La lunga transizione americana, con il cambio di presidenza e l’incertezza sugli indirizzi della nuova amministrazione a proposito del medio Oriente, dà fiato al potente partito di chi parla solo il linguaggio delle armi.” “A chi giova tutto questo? Giovanni Paolo II, nel viaggio giubilare in Terrasanta aveva indicato una via, la sola possibile: l’ha ribadita a Pasqua e la testimonierà nuovamente alla ripresa del suo pellegrinaggio sulla strada della salvezza, che ripartirà tra breve da Damasco, in Siria. E’ un paese che l’irresponsabilità del “partito della guerra”, trasversale agli schieramenti israeliano e palestinese, tenta oggi di riportare sul campo di battaglia. Ma da questo, in prospettiva, tutti i contendenti non possono che emergere sconfitti, se continueranno nella loro corsa insensata.” “