L’appello è contenuto in un documento diffuso questa mattina che contiene le conclusioni del dibattito svoltosi nei giorni scorsi a Roma in seno all’assemblea plenaria della Comece, la Commissione degli episcopati dell’Unione europea. Oltre ad agricoltura e immigrazione (cfr Sir nn.26 e 28/2001) si è parlato anche di mass media e minori. Ad avviso dei vescovi europei “l’attuale sistema dei media offre grandi opportunità alla società ma ci pone anche delle sfide di natura etica e sociale come cittadini e come cristiani”. Facendo un puntuale riferimento ad atti normativi e rapporti curati in questi anni dalle istituzioni comunitarie, i vescovi europei concludono che “una delle migliori e più durature forme di ‘protezione'” dei minori rispetto al sistema dei media, sia quella di “dotarli della capacità di capire e interagire criticamente con i media. L’educazione ai media è la chiave non solo per incoraggiare la comprensione critica dei media da parte dei giovani, ma anche per promuovere la loro partecipazione” al dibattito culturale e alla produzione dei contenuti. Inoltre, prosegue il documento, “l’educazione all’uso dei media non comporta solo l’acquisizione di un’attitudine critica. E’ funzionale al bene comune della società tutta intera. E’ una forma di educazione dei cittadini alla democrazia. Può contribuire alla formazione di cittadini bene informati capaci di tenere sotto controllo” i poteri e le istituzioni, partecipando alle decisioni che li riguardano. Ma l’educazione ai media non interessa solo i giovani: è un processo, afferma la Comece, “che dura tutta la vita”.