NAPOLI: TUTTI A SCUOLA ANCHE IL GIOVEDÌ SANTO

Capiterà, quest’anno, nelle scuole di Napoli d’ogni ordine e grado. Alla Curia di Napoli sono giunte centinaia di telefonate di studenti, genitori, sacerdoti che insegnano nelle scuole per protestare contro questa decisione, che penalizza i credenti. Il vescovo ausiliare di Napoli, mons. Enzo Pelvi, interpellato sulla vicenda, ha diffuso un comunicato nel quale sottolinea come “pone un senso di inquietudine accorgersi che, nell’elaborazione dei saperi essenziali non si dia spazio al sapere propriamente religioso”. Riflesso di quest’atteggiamento, per il vescovo ausiliare, è “l’inopportuna decisione di tenere regolarmente lezione il prossimo Giovedì Santo, giorno particolare per la quasi totalità dei napoletani”. “Se è vero che, garantiti 200 giorni di lezione, per l’autonomia scolastica, i capi d’istituto, d’intesa con gli organismi collegiali, possono liberamente decidere la distribuzione dei restanti giorni (circa 12) nel corso dell’anno – si chiede il presule – quali criteri ne determinano la decisione? Sono scelte di pochi, di parte oppure risposte ad obiettive esigenze educative?”. “Sembra importante – osserva mons. Pelvi – dare giorno di festa per il Carnevale, data la funzione formativa alla creatività, alla fantasia, alla socializzazione di gruppo ma potrebbe essere anche costruttivo salvaguardare quei giorni celebrativi per lo spirito, nei quali si richiamano altri valori, quali la trascendenza, la solidarietà, la gratuità”. Allora, si domanda ancora il vescovo ausiliare, “i cosiddetti ponti (il 30 aprile al posto del Giovedì Santo…) rispondono ad un clima vacanziero oppure sostengono la necessità di permettere lo studio personale?” “La libertà educativa – conclude il presule – non esime noi cattolici dal dovere categorico di essere attenti e pronti dinanzi alla sfida della secolarizzazione che oscura le radici del destino dell’uomo”.