CARD. ETCHEGARAY: “DIFFICILE PREVEDERE GLI SVILUPPI DEL DIALOGO TRA RELIGIONI”

“E’ difficile prevedere prospettive e sviluppi del dialogo interreligioso; è del tutto certo però che esso si impone oggi come una realtà ineludibile, e non solo a causa del pluralismo delle religioni, quanto piuttosto perché ci pone di fronte al mistero del piano salvifico di Dio rivolto attraverso Cristo a tutta l’umanità”. Lo ha detto al Sir il cardinale Roger Etchegaray, intervenuto oggi alla giornata conclusiva del solenne atto accademico promosso dalla Pontificia Università Gregoriana per celebrare i 450 anni della fondazione del Collegio Romano. Una sessione di lavoro dedicata al dialogo interreligioso: “La sfida maggiore – ha proseguito il cardinale – è proprio favorire l’incontro delle altre religioni con l’unicità e l’universalità salvifica di Cristo, rendendo comprensibile a tradizioni ed espressioni religiose tanto differenti dalla nostra il messaggio evangelico”. A questo fine, ad avviso di Etchegaray occorre “approfondire ulteriormente la riflessione teologica sul tema per tradurla successivamente in appropriato cammino pastorale”. “Un autentico dialogo – ha osservato Arij Roest Crollius, della Facoltà di missiologia della Gregoriana – è lontano da qualsiasi sincretismo”, deve “rinforzare la fede e aprirla all’orizzonte di un pellegrinaggio comune” conferendo alle persone coinvolte “ispirazione e forza” per soluzioni concrete di pace. Conoscenza del presente per comprendere il passato, studio approfondito della complessità delle altre religioni anche attraverso il contatto con persone di fede diversa, consapevolezza dei rischi legati al fondamentalismo, formazione e aggiornamento continui in rete, valorizzazione del proprio bagaglio spirituale e culturale: sono questi, secondo la docente di storia e studi islamici del Georgetown College di Washington, Jane Dammen Mc Auliffe, i cardini su cui fondare un’efficace formazione per il dialogo interreligioso”.