E’ solo parzialmente positivo il giudizio del padre Michele Simone, de La Civiltà Cattolica, sulla 13ma Legislatura che si è appena conclusa. “In sede di valutazione del lavoro svolto dal Parlamento – scrive padre Simone sul numero de La Civiltà Cattolica che sta per essere pubblicato – riteniamo che esso abbia lavorato a sufficienza, approvando un numero significativo di provvedimenti, anche importanti”. Il “merito maggiore”, a suo avviso, è di aver contribuito a porre l’Italia nelle condizioni di adottare, sin dall’inizio, l’euro. “Diverso invece – per la rivista dei gesuiti – risulta il giudizio politico sulla Legislatura, che ha fallito lo scopo principale presentato nel 1996 agli elettori: l’approvazione delle riforme istituzionali e della nuova legge elettorale”. Questi “mancati obiettivi”, per padre Simone, sono “dovuti alla litigiosità permanente e alla reciproca delegittimazione tra maggioranza e opposizione”. Ad essi va aggiunto il rinvio di “provvedimenti importanti: ad esempio, le norme anti-corruzione riguardanti la cosiddetta ‘trasparenza dell’attività politica’, le regole sul diritto d’asilo e contro la tratta delle persone, la legge sul conflitto di interessi”. Quanto all’ultimo atto della Legislatura, cioè l’approvazione della cosiddetta legge sul federalismo, padre Simone fa “un richiamo al realismo”: “Passare immediatamente a uno Stato federale significa investire le strutture degli enti locali con una bufera alla quale in genere non sono in grado di far fronte e di cui non sono prevedibili gli effetti. Invece è preferibile seguire un percorso a tappe, che conceda il tempo e le risorse sufficienti a tutti gli Enti locali per mutare, in maniera reale e non solo apparente, la propria organizzazione”. In vista delle elezioni, infine, La Civiltà Cattolica fa proprio l’appello alle forze politiche del presidente Ciampi e del card. Ruini: “correttezza dei comportamenti” e “un dibattito serio e anche serrato sui contenuti che eviti le polemiche fine a se stesse e le reciproche delegittimazioni”. “Ci auguriamo – conclude il padre Simone – che questi appelli non restino lettera morta, come purtroppo è avvenuto sinora”.” “” “” “