Un invito a continuare “con entusiasmo e generosità” nell’impegno a favore della pace: è quello che ha rivolto oggi il Papa ai bambini e ai ragazzi dell’Azione Cattolica Italiana, che nel prossimo mese di gennaio saranno impegnati nelle varie iniziative del “Mese della pace”. E proprio riferendosi a questa iniziativa dell’Azione Cattolica Ragazzi (Acr), il Papa ha detto: “Realizzatela con entusiasmo e generosità. Essa è come un invito alla pace che, fatto da voi, acquista la forza di una supplica convincente, perché la ‘misura nuova’ dl Regno di Dio si scorge pure nella ‘piccolezza’ dei bambini”. Il “Mese della pace”, ha aggiunto il Papa, “offrirà certamente ai credenti l’opportunità di riflettere ulteriormente su questo prezioso dono che, come ho scritto nel Messaggio per la Giornata Mondiale della pace del 2002, è frutto e opera della giustizia e dell’amore”. Salutando l’Acr, il Papa l’ha definita una “importante realtà ecclesiale”, e ha aggiunto: “Sono molti i bambini e i ragazzi che, grazie alla vostra associazione, hanno l’opportunità di conoscere più da vicino Gesù, e sono aiutati a vivere il Vangelo nella concretezza dell’esistenza quotidiana”. Domenica 27 gennaio, l’Acr di Roma incontrerà il Santo Padre in piazza S. Pietro, al termine della “Carovana della pace”. Dopo la preghiera dell’Angelus, due colombe bianche si leveranno in volo dalla finestra del Papa, in segno di pace per il mondo. ” “” “La pace è un dono ed una benedizione di Dio. Nessuna forma di violenza e terrorismo può trovare una giustificazione religiosa perché “un crimine commesso nel nome della religione è un crimine commesso contro la religione”. Sono alcuni stralci della dichiarazione finale sottoscritta e presentata giovedì sera a Bruxelles dai rappresentanti delle tre grandi religioni monoteiste a conclusione di un incontro interreligioso che ha riunito cristiani, ebrei e musulmani sul tema “ La pace di Dio nel mondo“. Ad anticipare il testo della dichiarazione finale è mons. Aldo Giordano che ha partecipato all’incontro come parte della delegazione cattolica e come segretario generale del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee).
L’incontro di Bruxelles è stato convocato dal patriarca ecumenico Bartolomeo I insieme al presidente della Commissione europea Romano Prodi. Erano presenti rappresentanti delle tre grandi religioni monoteistiche: rabbini; Patriarchi delle chiese ortodosse orientali; rappresentanti di organizzazioni ecumeniche (Consiglio ecumenico delle Chiese e Kek); e dell’Islam, provenienti da Siria, Iran, Marocco, Regno Unito, Russia, Serbia, Turchia, Giordania. Della delegazione della Chiesa cattolica erano presenti il card. Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani e il card. Francis Arinze, presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso. Hanno inviato messaggi di sostegno all’iniziativa Giovanni Paolo II, il presidente degli Stati Uniti George Bush, e il segretario delle Nazioni Unite, Kofi Annan.
“Il documento finale – spiega mons. Giordano si apre con una premessa in cui i rappresentanti delle tre grandi religioni ricordano gli attentati dell’11 settembre e i conflitti che esistono nelle varie regioni del mondo”. Alla premessa seguono 12 punti. Nel primo punto si afferma che “la volontà di Dio è per la pace”. Ma si aggiunge anche che tutto ciò esige “una connessione tra pace e giustizia”. Poi, segue una sorta di “mea culpa”. I leader religiosi riconoscono che “nella storia alcuni membri di comunità religiose hanno compiuto crimini contro l’umanità” e per questo esprimono il loro “rincrescimento e la richiesta di perdono”. Nella dichiarazione si afferma anche che l’estremismo non riflette l’insegnamento delle religioni e che le religioni in se stesse non sono responsabili di atti criminali. Ebrei, cristiani e musulmani si appellano ai “leader dei popoli e del mondo per una soluzione pacifica dei conflitti specialmente nel Medio Oriente”.