STATI GENERALI DELL’ISTRUZIONE: IRROMPE LA PROTESTA. GLI STUDENTI DI AC, “QUESTI RAGAZZI SOLO DI PARTE, NON CI RAPPRESENTANO”

La protesta irrompe nel cuore degli Stati Generali dell’Istruzione al Palazzo dei Congressi dell’Eur proprio mentre si avviano a conclusione. Un gruppo di studenti contesta violentemente il ministro Moratti e il presidente Berlusconi con slogan e manifesti. “Purtroppo non siamo più semplicemente studenti. Abbiamo assistito alla sconfitta della democrazia nella componente studentesca della scuola”, dice Matteo Marchese, rappresentante del Movimento studenti di Azione cattolica agli Stati Generali. “Il Msac intende denunciare questa logica di parte presente. Alcuni studenti da un lato si sono alzati e hanno fischiato il ministro, altri hanno applaudito. Si è arrivati all’ingiuria, allo scontro di parte contro parte. Noi non ci sentiamo rappresentati da questi ragazzi e vogliamo sperare che gli studenti italiani non siano questi. Non siamo né di una parte né dall’altra, ma solo studenti che vogliono una scuola migliore”.” “Nel caos della protesta Letizia Moratti, prova a tirare le somme. “Prima di arrivare a una proposta di riforma teniamo ancora aperto il confronto”. Docenti, famiglie, studenti, associazioni, gruppi “sono invitati a portare ulteriori suggerimenti nelle prossime settimane”. Il “progetto strutturato” partirà già dal prossimo anno scolastico, “magari gradualmente”, e avrà come base la proposta Bertagna, discussa in questi giorni. L’architettura rifletterà il principio della “sussidiarietà orizzontale e verticale”, cioè di una “gestione partecipata dall’intera società” concepita “secondo un asse che va dallo Stato verso le regioni e i comuni”. Cinque sono i pilastri della riforma: “una scuola per la persona e la società; una scuola europea, nazionale e locale; una scuola per il territorio; una scuola per il lavoro; una scuola per il capitale umano”. “La scuola è un bene di tutti. Ai docenti, studenti e genitori dico: non abbiate paura. La riforma sarà al servizio della persona, favorirà la formazione delle coscienze, garantirà più qualità e rafforzerà il patto tra scuola e famiglia”, conclude Moratti. Nel suo discorso il ministro conferma, inoltre, l’impegno del governo a investire nella scuola 19 mila miliardi tra il 2003 e il 2007.” “” “” “