Intorno agli Stati Generali dell’istruzione – un primo tempo previsti a Foligno e poi dirottati a Roma – e più in generale intorno alle intenzioni di riforma attribuite al ministro Moratti “è cresciuta una protesta che pare eccessiva e che rischia di diventare controproducente”. E’ la preoccupazione espressa da Alberto Campoleoni in una nota che apparirà sul prossimo numero del Sir. L’iniziativa che si svolgerà al palazzo dei Congressi di Roma nei giorni 19 e 20 dicembre, coinvolge movimenti, associazioni e sindacati. Ma a preoccupare è il “crescendo di toni” che accompagna l’avvicinarsi degli Stati generali. “A chi giova? – si legge nella nota -. Difficilmente una contestazione a 360 gradi, ma poi riassunta in pochi e generici slogan – ‘No all’aziendalizzazione della scuola’ (e chi non condivide?) – può risultare efficace. Piuttosto provoca chiusure. Si determina un clima sfavorevole a quel dialogo e confronto che sono invece da auspicare in questa fase, anche di fronte a un ministero che sembra comunque aver ‘aggredito’ il problema della riforma scolastica senza mezze misure: accantonati i cicli, ecco un nuovo progetto “tutto tondo”, totale, per sostituirli”. “Non ci stanchiamo di ripeterlo – prosegue la nota – sulla scuola bisogna cercare convergenze ampie, stando particolarmente attenti alle rivoluzioni annunciate. Sono decenni che si susseguono, con il risultato di frustrare oltre misura chi la scuola la vive in prima persona e di danneggiare ulteriormente il sistema. Adesso è il momento di riflettere pacatamente sul merito delle proposte ministeriali, per trovare accordi e ipotesi percorribili, in tempi ragionevoli, per la nuova scuola”. ” “” “” “” “” “” “