Un’adozione a distanza per aiutare le ragazze straniere che sfuggono al racket della prostituzione: è la proposta della Caritas di Vicenza, rivolta a singole persone, ma anche a gruppi parrocchiali, amici, famiglie, squadre sportive, colleghi di lavoro. In concreto, si tratta di donare una somma mensile variabile, oppure una donazione una tantum, per aiutare la Caritas a sostenere gli alti costi di reinserimento sociale e lavorativo delle ragazze, che riescono così ad affrancarsi dai loro protettori (che il più delle volte vengono denunciati) attraverso l’inserimento in case di prima e seconda accoglienza. Il “Progetto Donna” della Caritas diocesana, dal titolo, “Liberare dalla schiavitù perché si riaccenda la speranza”, realizzato insieme all’associazione Diakonia, è sorto nel 1998 in collegamento con realtà varie, fra cui l’associazione Papa Giovanni XXIII. Tra le iniziative: uno sportello di ascolto; il lavoro di strada; la gestione di tre comunità di accoglienza; la formazione socio-culturale e professionale delle ragazze; l’assistenza amministrativa per il permesso di soggiorno, il tesserino sanitario, il libretto di lavoro, la residenza; l’assistenza legale per poter testimoniare in tribunale contro i protettori; l’attività di informazione e sensibilizzazione sul territorio; la formazione di volontari, famiglie solidali e gruppi di giovani; i contatti con la Questura e altri enti e associazioni. L’anno prossimo sarà avviato anche un gruppo di auto-mutuo-aiuto per i clienti. Il progetto ha dei costi che superano i 200 milioni di lire l’anno e i servizi sono gestiti da volontari Caritas, con la collaborazione di operatori e consulenti professionali. Positivi finora i risultati: nel ’99 sono state avvicinate 135 donne, 143 nel 2000. Dal gennaio di quest’anno al 1° ottobre sono state 169, tra cui molte che hanno deciso di uscire dal giro. Nella sola Europa occidentale sono 500.000 i nuovi schiavi in arrivo ogni anno. In Italia le donne straniere coinvolte nella prostituzione, secondo una ricerca Parsec, sarebbero 18-25.000. Le offerte, specificando la causale “percorsi di libertà”, vengono raccolte presso gli uffici della Caritas o tramite bonifico intestato alla Caritas vicentina sul c/c bancario n. 117100, cod. Abi 5018, Cab 12100, filiale di Vicenza della Banca Etica.