“Il nostro primo dovere è di cooperare a ristabilire un clima di pace, fra israeliani e palestinesi, ricordando alle parti in causa che è possibile, è necessario vivere nella stessa regione, con uguali diritti e doveri”. Introducendo l’incontro, presieduto oggi dal Papa in Vaticano, su “il futuro dei cristiani in Terra Santa”, il card. Angelo Sodano, segretario di Stato vaticano, si è soffermato sui “doveri” dei vescovi riguardo al conflitto in atto in Medioriente, ricordando che in quella regione “ci sono molti fratelli che soffrono a causa di un conflitto che non accenna a terminare e sembra anzi divampare. Nostro dovere è di farci carico di questi nostri fratelli ed aiutarli a riprendere il cammino”. “Proporre soluzioni concrete al conflitto in atto insistendo soprattutto sulla necessità di una tregua e sulla ripresa del negoziato fra le parti, purtroppo bruscamente un anno fa”: così il segretario di Stato ha sintetizzato l’azione diplomatica portata avanti dalla Santa Sede in Terra Santa, assicurando ai rappresentanti delle Chiese locali che essa “non si stancherà di lavorare in favore della pace”. Su una popolazione di oltre 6 milioni di abitanti, i cattolici in Israele e nei Territori sono circa 117 mila, ha ricordato Sodano, che insieme ad una “presenza rilevante” di altri cristiani (soprattutto greco-ortodossi) “non superano forse il 3% della popolazione”. “Essi – ha aggiunto però Sodano – hanno uguali diritti degli altri cittadini e chiedono di essere aiutati a svolgere la loro missione nella società civile”: la Chiesa è accanto a loro, “indistintamente”, indipendentemente dalla loro origine palestinese (la grande minoranza) o ebraica. I cristiani che “soffrono”; hja concluso il segretario di Stato, hanno bisogno di aiuti concreti, che permettano loro di “avere una casa, ottenere un lavoro o una scuola adeguata per i propri figli”. Sul piano diplomatico, la Santa Sede considera “due documenti solenni” a cui richiamarsi “per difendere e promuovere la presenza dei cristiani in Terra Santa” gli accordi stipulati, rispettivamente, con lo Stato di Israele nel 1993 e con l’Autorità Palestinese nel 2000. ” “” “