In vista del Consiglio europeo di Laeken (14-15 dicembre) le Chiese europee chiedono un maggiore impegno all’Unione sulle politiche comuni relative all’asilo e all’immigrazione perché l’Europa sia “un asilo sicuro e non una fortezza”. In un appello sottoscritto tra gli altri dalla Caritas Europa, dal Comece (Commissione dei vescovi dell’Unione), dalla Conferenza delle Commissioni europee Giustizia e Pace, dalla Commissione delle Chiese per i migranti in Europa, le Chiese esprimono una serie di preoccupazioni: la protezione dei rifugiati e i processi di regolarizzazione degli immigrati sono “oscurati dalla lotta contro l’immigrazione irregolare”. Su questi temi, l’opinione pubblica “continua ad essere negativa” e politiche sempre più restrittive sui permessi di soggiorno obbligano “le persone che hanno bisogno di protezione internazionale ad utilizzare vie irregolari per accedere alle procedure di asilo”. ” “L’appello avanza due proposte. Le Chiese chiedono innanzitutto la piena applicazione della Convenzione sui rifugiati (Ginevra 1951), così da “garantire a chi ha bisogno di protezione di essere accolto in condizioni dignitose e di poter accedere alle procedure di asilo facilmente, efficacemente e pienamente”. Le Chiese chiedono inoltre che le politiche sull’immigrazione si coniughino con “un maggiore impegno nella cooperazione con i Paesi di origine”.