“La Terra Santa è un problema da 50 anni. Non possiamo dimenticare i tre milioni di rifugiati che sono in quella regione”, ha detto il card. François Xavier Nguyen Van Thuan, presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, presentando questa mattina in Vaticano il messaggio di Giovanni Paolo II per la celebrazione della 35ma Giornata mondiale della pace. Il messaggio del Papa richiama “l’urgenza della risoluzione del conflitto arabo israeliano”. Il card. Van Thuan ha invitato alla solidarietà con le popolazioni coinvolte nel conflitto: “Il maggior numero di rifugiati – ha proseguito il cardinale – si trova in Giordania. Ascoltiamo la voce di questi nostri fratelli che soffrono. Le nonne insegnano ai nipotini che dall’altra parte della frontiera sta la loro patria e la loro casa. Danno ai nipoti la chiave della loro casa nella speranza che un giorno vi possano ritornare: per questa ragione condanniamo la violenza e prendiamoci cura della sofferenza dei popoli in Terra Santa”. “Ciò che ci deve realmente preoccupare – ha aggiunto mons. Frank J.Dewane, Sotto-segretario del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace – non è tanto il destino della guerra e della politica, quanto quello della gente e della popolazione civile”. Il messaggio del Papa, ha sottolineato Giorgio Filibeck, officiale del Pontificio Consiglio, indica la strada della “politica del perdono” per la comunità internazionale. “La linea del perdono – ha proseguito Filibeck – è una linea feconda che fruttifica in tutte le direzioni”. In concreto, la creazione di “commissioni per la verità e la riconciliazione”, ha spiegato Filibeck, in Sudafrica dopo la fine dell’apartheid o in alcuni Paesi latino-americani è stato un “contributo importante per la riconciliazione. La presenza di tali commissioni ha contribuito a stemperare alcuni conflitti”. Sono esempi, ha detto, di una “politica del perdono”.