“Cercare l’essenziale non è ridimensionarsi ma ridare valore alle cose importanti”. Con queste parole Paola Bignardi, presidente dell’Azione cattolica italiana, ha concluso ieri l’incontro nazionale dei giovani di Ac dal titolo “La parola ai giovani…nell’Ac che cambia”. L’iniziativa, voluta dalla presidenza nazionale, per la prima volta ha visto come protagonisti i giovani, interpellati sul futuro dell’associazione, sull'”essenziale” per l’Ac oggi, anche in vista dell’XI assemblea nazionale che si terrà a Roma dal 25 al 28 aprile 2002. Oltre 400 i giovani partecipanti, provenienti da più di cento diocesi, che dal 7 al 9 dicembre hanno animato gruppi di studio, momenti di preghiera, confronto, testimonianza per dire la loro su ‘l’Ac che vorrei’ in questa fase di ripensamento e rinnovamento dell’associazione. “Si parla tanto dei giovani”, sottolineano Ernesto Diaco e Carolina Agostino, responsabili del Settore Giovani, “ma troppo poco ci si ferma ad ascoltarli senza preconcetti”. “L’Ac sta cambiando ma non mette in discussione la vocazione ad essere esperienza di vita”, continua Paola Bignardi. “Scegliamo ancora una volta di dare il primo posto alla fede. Non è uno slogan retorico, ma l’unico modo di vivere un amore, per gli uomini e per la Chiesa”. Un’Ac che “smette di lamentarsi”, “pensa meno alle questioni interne e più alla vita di tutti i giorni”, tornando a parlare “linguaggi veri, vivi, forse imperfetti ma quotidiani” per comunicare la fede. Un’Ac che conta sui giovani, “la generazione dell’8 dicembre”, come la definisce Diaco ricordando la data simbolo per l’Azione cattolica in cui si celebra la festa dell’Adesione. Un incoraggiamento è arrivato anche da Giovanni Paolo II e dal cardinale Camillo Ruini, presidente della Cei. Il Papa nel suo messaggio ai giovani di Ac, definisce l’Azione cattolica “scuola di santità”, “esemplarità formativa” anche “in questo primo scorcio di secolo, funestato dal terrorismo, dalla paura e dalla guerra” in cui l’invito ad essere “sentinelle del mattino” potrebbe sembrare “impegnativo”. “Occorre essere santi”, prosegue il Papa. “Da soli è difficile, insieme si può”.” “” “” “” “