Rilanciare il laicato cristiano, perché “l’evangelizzazione passa attraverso i laici, indispensabili secondo il cardinal Ruini per inserire la linfa del Vangelo nelle frontiere della società, operando continue interconnessioni tra etica e antropologia”. Lo ha ricordato stamani nelle sede romana de “La Civiltà cattolica” mons. Renato Corti, vescovo di Novara e vicepresidente della Cei, alla presentazione del volume “Chiesa del nostro tempo”, edito da Piemme, che raccoglie le prolusioni scritte dal card. Camillo Ruini, presidente della Conferenza episcopale italiana, dal 1996 al gennaio 2001. Interventi in cui il filo rosso è, oltre all’impegno dei laici, la richiesta di “innalzare il livello formativo nelle comunità cristiane – ha proseguito Corti – e cercare occasioni di confronto con la società, il mondo della cultura e della scienza”. In queste sfide Ruini chiede che “al centro non vengano messe questioni burocratiche o amministrative, ma il servizio alla verità su Dio e sull’uomo: una verità esigente e incarnata”. “La mia preoccupazione principale nel quinquennio trascorso era comunicare la fede nell’Italia che cambia, non muovendomi con la prospettiva dell’osservatore ma dell’operatore”, ha dichiarato il card. Ruini, precisando che “se l’identità cristiana del Paese si esaurisce, cambia radicalmente anche la sua fisionomia”. Di qui l’accresciuto impegno della Chiesa italiana “in questioni etiche e politiche di rilevanza pubblica, per l’emergere di problemi che toccano il patrimonio genetico ecclesiale”. Inoltre secondo Ruini nella società italiana e occidentale sta nascendo “una forte spinta prima assente e oggi palpabile a riscoprire la matrice cristiana, in forza della quale operare per la fraternità con le altre religioni ed evitare conseguenze distruttive”.