All’indomani delle numerose proteste degli studenti di Napoli contro la riforma Moratti, il vescovo ausiliare mons. Enzo Pelvi in un editoriale che uscirà sul prossimo di “Nuova Stagione”, sottolinea due aspetti della proposta resa pubblica via Internet. “Il primo dà voce al diffuso disagio che serpeggiava all’indomani della precedente riforma per l’accorpamento tra scuole elementari e medie, con la pericolosa mescolanza fra insegnamento ai bambini e quello riservato agli adolescenti. Sullo sfondo il rischio di interpretare l’autonomia esclusivamente in termini funzionali manageriali a discapito dell’attenzione alla persona dello studente, centro vivo della scuola. Si può, in realtà, non tener conto dello sviluppo della persona nel tempo e delle diverse attitudini professionali per insegnare alle elementari o alle medie?”.” “Il secondo aspetto riguarda, invece, “la rivalutazione della formazione professionale. Nel testo, infatti, istruzione e formazione sono recepiti come canali paralleli, di pari dignità, tra cui l’alunno, alla fine delle medie inferiori, deve scegliere (fermo restante il diritto di cambiare). E ciò, al di là di ogni pregiudizio ideologico, incoraggia le attitudini e le vocazioni degli studenti, sostenendoli nella progressiva assunzione di responsabilità”. Perché, allora, si domanda ancora mons. Pelvi, le agitazioni studentesche con rumorosi e confusionari cortei dove si gridano slogan per la pace, per il degrado delle periferie, e si urla con rabbia il no alla scuola dei ricchi? “Certo – conclude il vescovo – il progetto del Ministro, ancora in fase di elaborazione, con ombre e limiti rilevati da più parti andrà e potrà essere rivisto. Ma la modernizzazione va governata e non paralizzata, discussa e non strumentalizzata, migliorata e non distrutta”.” “” “” “