“Dare indicazioni che possano aiutare nel lavoro pastorale”: è questo l’obiettivo del manuale di pastorale “Chiesa, droga e tossicomania”, curato dal Pontificio consiglio per la pastorale della salute e presentato questa mattina, nell’aula Giovanni Paolo II della Sala stampa della Santa Sede. “Con questo manuale – ha affermato mons. Javier Lozano Barragán, presidente del Pontificio consiglio per la pastorale della salute, intervenendo alla presentazione del testo – non intendiamo proporre un nuovo metodo, ma dare una risposta semplice, come una guida pratica, a domande che ci sono sembrate importanti e in un certo modo basilari per agire pastoralmente e che forse potranno servire anche a coloro che con tanta dedizione si sono specializzati” nel campo della prevenzione della droga. Perciò il manuale è dedicato in modo particolare “ai vescovi – ha aggiunto -, nelle cui diocesi si presenta tante colte questo problema che costituisce un aspetto non trascurabile della pastorale giovanile, pur se la droga colpisce non solo il mondo dei giovani, ma anche quello dei bambini e di non pochi adulti”. Tra le preoccupazioni del testo “rientrano i genitori che hanno figli tossicodipendenti e non sanno come aiutarli”. E “i politici”, anch’essi chiamati “a preservare e curare tante persone che soffrono per questo terribile male”. Nel volume vengono pure indicati “valori ed orientamenti” che i professionisti della salute dovrebbero perseguire nello “svolgimento della loro missione preventiva e curativa”.
Il testo si sviluppa attorno alle “tre azioni – ha spiegato mons. Barragán – indicate dal Papa, per una pastorale atta ad affrontare il problema della droga: prevenzione, cura e repressione. Nel manuale, però, non viene trattata la repressione, a cui il Papa fa riferimento affermando che tutti dobbiamo lottare contro la produzione, l’elaborazione e la distribuzione della droga nel mondo”. Perché, ha concluso, “non si può dire che ci siano Paesi produttori da una parte e consumatori dall’altra, ma tutti producono e tutti consumano, specialmente ora con le droghe sintetiche”.