“E’ giusto aspirare a che la Polonia abbia il suo dovuto posto negli ambiti politici ed economici delle strutture dell’Europa unita”. Lo ha detto oggi il Papa all’ambasciatrice della Polonia presso la Santa Sede, Hanna Suchocka, in occasione della presentazione delle Lettere credenziali.” “”La Chiesa – ha detto Giovanni Paolo II – desidera essere presente nel processo di preparazione della Polonia al pieno ingresso nell’Unione Europea. Bisogna però che sia presente come uno stato che ha il proprio volto spirituale e culturale, la propria inalienabile tradizione storica legata al cristianesimo sin dagli albori della storia”. “La Polonia – ha ricordato il pontefice – non può privarsi di tale tradizione, di tale identità nazionale. Diventando membro della Comunità Europea, la Repubblica di Polonia non può perdere nessuno dei beni materiali e spirituali, che le generazioni dei nostri antenati difesero a prezzo di sangue. Nel difendere tali valori, la Chiesa vuole essere un alleato di chi governa il nostro Paese”. Il Papa ha, inoltre, evidenziato i rischi “di una riduzione della visione dell’Europa che la consideri esclusivamente nei suoi aspetti economici e politici”. “Se vogliamo che la nuova unità dell’Europa sia duratura – ha aggiunto – dobbiamo costruire su questi valori spirituali tenendo in considerazione la ricchezza e la diversità delle culture e delle tradizioni delle singole nazioni”. Pur rallegrandosi per l’incessante sviluppo economico, il papa ha rivelato di “risentire profondamente dell’indigenza di molte persone” e che numerose famiglie gli si rivolgono “per ottenere aiuto, sostegno materiale e spirituale”. “Ho fiducia – ha concluso – che il generale sviluppo della vita pubblica in Polonia aprirà davanti a tutti i cittadini nuove prospettive e ampie possibilità per costruire un futuro degno e felice”. ” “” “