NOVI LIGURE: PAZÉ, PER ERIKA E OMAR “LA PENA DEVE DIVENTARE RECUPERO”

Quando si tratta di minorenni, “anche di fronte al crimine più efferato dobbiamo offrire concrete possibilità di recupero”. E’ l’opinione di Piercarlo Pazé, magistrato, direttore della rivista “Minorigiustizia”, sulla tragedia di Novi Ligure, che da giorni monopolizza l’attenzione delle cronache. Il magistrato, in un’intervista che sarà pubblicata sul prossimo numero del Sir, si sofferma in particolare sul “significato della pena”, che “per i minori non può mai avere solo il carattere di pura restrizione, o l’obiettivo di rispondere al male con il male”. Nel caso di Erika e Omar, in particolare, per Pazé “la pena è necessaria come risposta sociale”, ma va comunque “inserita in un’ottica di recupero che preveda esperienze di carcere ‘aperto’, di socializzazione, di progressivo reinserimento nel tessuto sociale”. Secondo il magistrato, in altre parole, “la punizione, da sola, non serve, se non è coniugata con attività di rieducazione che partano già da questo momento, con la celebrazione di un processo minorile che non sia solo il momento dell’accertamento della verità e della certificazione della pena, ma anche un ‘luogo educativo’ che metta in moto negli adolescenti un processo di cambiamento, attraverso figure che ristabiliscano i valori universali come il rispetto della vita, la ‘negoziazione’ delle differenze”. “No”, quindi a “pene vendicative”, ma “no” anche alla “de-responsabilizzazione” totale dei minorenni, dice Pazé riferendosi all’ipotesi – avanzata oggi da importanti quotidiani nazionali – di “proscioglimento” di Erika ed Omar in quanto “immaturi”: “Gli adolescenti – commenta, infatti, il magistrato – non sono soltanto vittime sociali di cattivi genitori, hanno anche loro delle responsabilità che devono imparare a cogliere. I due adolescenti in questione sembrano, allo stato attuale dei fatti, ragazzi ‘normali’, che hanno bisogno di essere aiutati a recuperare stili di vita fatti di scelte di condivisione, di solidarietà, di apertura verso gli altri”. ” “” “