Tre serate di riflessione in una vera e propria “scuola di formazione sociale” in cui si sono affrontati argomenti cruciali per l’economia della Calabria e, in particolare della Locride: l’agricoltura, l’uso della terra, le produzioni da sostenere, il metodo di intervento. L’iniziativa si deve alla diocesi di Locri-Gerace e al suo vescovo, mons. Giancarlo Maria Bregantini, che ha voluto questi incontri di formazione sociale per offrire ai giovani, ai disoccupati, alle famiglie contadine tentate di abbandonare tutto, una speranza e un incoraggiamento. “Dagli incontri – ha detto al Sir mons. Bregantini – sono emersi alcuni elementi di fondo: il primo è che occorre puntare sulla famiglia contadina, con iniziative politiche e sociali di sostegno e, anzi, di ‘premio’ per quante restano. Si è parlato di sgravi fiscali, aiuti per le strutture, le strade, lo studio dei figli. Questo si lega al ‘progetto famiglia’ delle diocesi che va nella stessa direzione. Poi – prosegue Bregantini – è emersa l’importanza di puntare sui giovani, valorizzando la loro preparazione perché possano diventare traino di famiglie future che restano sulla terra a lavorare e a migliorare l’ambiente. Gli strumenti per questo percorso sono le cooperative tra piccoli produttori, i consorzi, la certificazione biologica dei prodotti che al sud sono già biologici, anche se non certificati. E’ importante anche aprire nuove culture, come si è fatto ad esempio nel centro di Platì sostenuto dalla diocesi dove si è dato spazio ai ciliegi”. Il vescovo cita anche la richiesta di appoggio alla facoltà di agraria dell’Università Cattolica per migliorare la cultura agricola locale. “Dagli incontri è emerso l’impegno preciso della Chiesa locale per sostenere questi percorsi di valorizzazione della terra e di quanti vi lavorano, nel rispetto del creato come ‘stile di vita’ da parte di tutti”.” “” “