QUARESIMA: PADRE PAOLO BACHELET RIPROPONE LO SCONCERTO NEL PERDONO”

“Il perdono è costitutivo dell’identità del cristiano e ha una forza dirompente cui nessuno si può sottrarre”, non si improvvisa perché “nasce dalla fede, da un vissuto precedente ispirato al Vangelo” e anche “se a volte può riuscire difficile, poiché non sempre il cuore segue con immediatezza la volontà, ciò che conta è il desiderio, l’intenzione”. Sono riflessioni del gesuita padre Paolo Bachelet, fratello di Vittorio, il magistrato assassinato dalle Brigate rosse il 12 febbraio 1980, contenute in un’intervista che apparirà sul prossimo numero del Sir. Domani, con il mercoledì delle Ceneri, si apre la Quaresima, e il Messaggio di Giovanni Paolo II per l’occasione è incentrato quest’anno sul tema del perdono. Perdono che la famiglia Bachelet ha accordato ai terroristi subito dopo l’uccisione di Vittorio provocando in loro, ricorda padre Paolo, “un atteggiamento di incredulità e di sconcerto, scuotendone le coscienze e mettendoli davanti ad una logica dell’amore del tutto lontana dalla logica della violenza cui erano abituati, ma molto più forte”. Desiderio di riparare al male commesso e, a volte, vere e proprie conversioni sono stati gli esiti di “un gesto d’amore incondizionato, peraltro frequente in quegli anni”. Ad avviso di padre Paolo il perdono “è la capacità di superare il passato aprendosi ad una speranza di futuro, è dire a chi ci ha offeso che la relazione con lui è più importante della violenza compiuta, che l’uomo è per la vita e non per la morte” ed anche oggi, lontani dagli “anni di piombo”, di fronte a terribili episodi di morte, “le espressioni di perdono di chi subisce gravi lutti dimostrano che è possibile interrompere la spirale della violenza e gettano semi di speranza e di pace”.