OMEOPATIA: SE NE PARLA A ROMA AD UN CONVEGNO PROMOSSO DALL’AIOT E DALLA CEI

Non c’è da parte della Chiesa nessuna bocciatura alla omeopatia. Al contrario: “Il rapporto tra medicina tradizionale ed omeopatia va considerato in termini di integrazione e di complementarità anche perché la stessa omeopatia, correttamente intesa, fa parte della medicina tradizionale. Ricordiamo che è proprio nell’ambito dei monasteri e della chiesa che nasce la ricerca di medicine naturali”. A chiarirlo è mons. Sergio Pintor, direttore dell’Ufficio nazionale Cei per la pastorale della sanità, nel presentare il convegno “L’omeopatia e la rivalutazione etica del paziente come persona umana”, promosso sabato 24 febbraio, a Roma dall’Aiot, (Associazione medica italiana di Omotossicologia), in collaborazione con il competente Ufficio Cei. I temi del convegno saranno anticipati domani, a Roma, ad una conferenza stampa che si terrà presso la Sala Marconi della Radio Vaticana (ore 11, piazza Pia 3). Ricordando quanto già scritto nel sussidio “Le istituzioni sanitarie cattoliche in Italia – identità e ruolo”, diffuso dal suo ufficio, mons. Pintor afferma: “dobbiamo tutti lasciarci interrogare dai problemi che attualmente attraversano la sanità, per interpretarli e insieme trovare, gradualmente e sapientemente, risposte più adeguate”. “Al di là delle critiche rivolte all’omeopatia da parte della medicina ufficiale – dichiara il delegato Aiot Gian Paolo Marini – è sempre stata riconosciuta al medico omeopata un’attenzione particolare al paziente inteso come persona umana complessa e articolata. In questi ultimi anni, poi, l’omeopatia si è accreditata sempre di più come una branca della conoscenza medica di cui ogni medico dovrebbe essere edotto”. Secondo Marini “caratteristica peculiare della sua metodica continua ad essere la concezione del paziente come una persona formata di materia, mente ed anima”. E questa concezione dell’uomo “accomuna il medico omeopata a tutti coloro che hanno una visione religiosa del mondo”.