MEDIO ORIENTE: VESPA, NON SOLO EPISODI DI VIOLENZA TRASMESSI DAI MEDIA

I pellegrinaggi in Terra santa, interrotti dalla ripresa delle tensioni tra israeliani e palestinesi, non costituiscono un rischio per la sicurezza dei partecipanti. Lo hanno ribadito all’unanimità i relatori alla tavola rotonda, moderata dal giornalista Bruno Vespa, che si è svolta questa mattina a Roma a conclusione del convegno su “Chiesa locale, pellegrinaggi e traditio fidei” promossa dall’Opera Romana Pellegrinaggi. Vespa ha invitato a distinguere tra “gli episodi di violenza trasmessi dalla televisione e il contesto generale del Paese”; l’archeologo della Custodia di Terra santa, Padre Michele Piccirillo, e il delegato apostolico a Gerusalemme e Palestina, mons. Pietro Sambi, hanno specificato che i conflitti sono localizzati in aree ben precise, diverse dai santuari. Un invito a riprendere i pellegrinaggi, “occasione per un’autentica conoscenza reciproca non mediata dagli stereotipi divulgati dai massmedia” è venuto da Mustafa Abu Sway, direttore del Centro di ricerche islamiche di Gerusalemme, mentre padre Piccirillo ha denunciato il rischio che l’occidente “si dimentichi della locale comunità cristiana, piccola minoranza spesso schiacciata tra culture e nazionalismi ebraici e palestinesi”. Gli ha fatto eco mons. Sambi: “La ripresa dei pellegrinaggi non sarebbe solo un dono per chi si sente chiamato sui passi di Gesù; costituirebbe anche un gesto di solidarietà per i cristiani di Terra santa e spezzerebbe la psicosi della guerra gettando un seme di quella pace che è sì un dono di Dio, ma va costruita dagli uomini”.