La Caritas italiana saluta positivamente l’approvazione definitiva della legge di riforma del servizio civile avvenuta oggi alla Camera dei deputati. “E’ una legge che mette in evidenza il dovere di solidarietà per tutti i cittadini – commenta don Antonio Cecconi, vice direttore della Caritas italiana -. Ora si apre una nuova stagione di impegno. Lo Stato è il primo soggetto responsabile e dovrà dimostrare di saperlo essere promuovendo un servizio civile di qualità”. Secondo don Cecconi “bisognerà anche vedere quali saranno le dotazioni economiche previste”. Lo Stato, infatti, precisa don Cecconi, “deve dare pari dignità e importanza a questi giovani per far sì che il servizio civile venga valorizzato da tutta la società italiana: non deve succedere che i cittadini di serie A andranno nell’esercito professionale e quelli di serie B nel servizio civile”. Per questo, suggerisce, “bisogna inventare insieme – Stato e enti convenzionati – un servizio civile che sia anche proposta interessante capace di attirare i giovani”. Un compito che chiama quindi le forze della solidarietà ad “un impegno progettuale”: quello di “fare ai giovani delle proposte utili alla crescita personale, umana, vocazionale, culturale e professionale”, attraverso “una formazione che non sia indottrinamento, ma ricchezza di competenze e abilità, capace di evocare valori che i giovani oggi non ricevono più attraverso percorsi di pace e solidarietà”. L’inserimento delle donne nel servizio civile, sottolinea don Cecconi, dovrà portare a “valorizzare il genio femminile nel lavoro con e donne immigrate, nell’accoglienza delle vittime di sfruttamento”. E, con un punta polemica: “Vedo più una ragazza nel servizio civile che come pilota di un aereo di guerra. Se una donna cerca pari opportunità le vada a cercare nella costruzione della pace, non nella difesa armata”. Anche il Forum permanente del terzo settore esprime soddisfazione per l’approvazione della legge: “Ci attendiamo adesso – dicono i portavoce – una reale attenzione ai problemi del servizio civile” e che “l’attuale esecutivo fornisca da subito strumenti di attuazione alla legge”.