RAI: CASETTI, “TROPPO MERCATO, POCO SERVIZIO PUBBLICO”

“La commistione tra la programmazione di mercato e la programmazione di servizio pubblico ha portato a perdere di vista che cosa è il servizio pubblico”. E’ questa, secondo Francesco Casetti, pro-rettore dell’Università Cattolica di Milano, l’origine di tutti i problemi della Rai. In un’intervista che apparirà domani sul Sir, Casetti confessa: “Guardando attentamente alla griglia delle tre reti Rai, si ha difficoltà a capire quali sono le componenti che dovrebbero caratterizzare un servizio pubblico. Paradossalmente, l’unica cosa che mi viene in mente in questo senso sono la presentazione di filmati rari nel cuore della notte. Per il resto, si fa fatica a vedere programmi che davvero rispondono alle prerogative di un servizio pubblico”. Casetti si sofferma soprattutto ad analizzare i programmi informativi della Rai, Tg in testa e commenta: “La commistione dei programmi con le attese del mercato porta spesso ad anteporre il problema della spettacolarrizzazione e dell’ascolto a quella dell’approfondimento e del dibattito”. Qual è allora la vocazione propria del servizio pubblico? “Il servizio pubblico oggi – risponde Casetti – è concepito sostanzialmente come rappresentanza equilibrata delle istanze sociali e politiche del Paese. Credo invece che il servizio pubblico debba essere ripensato in vista di un servizio offerto al cittadino affinché possa pienamente svolgere il suo diritto e dovere di cittadinanza. Il servizio pubblico deve cioè essere quel servizio che in termini anche pedagogici o comunque informativi costruisce il sapere del cittadino perché sia in pieno possesso dei suoi diritti e dei suoi doveri”.