UGANDA: LA TESTIMONIANZA DI ROSE

Venti milioni di abitanti, più della metà dei quali al di sotto dei 18 anni. Circa il 70% della popolazione vive con un dollaro al giorno. E’ questa la situazione della popolazione dell’Uganda, in cui sono nel 1997 sono morte 1.800.000 persone di Aids. Ad illustrare questi dati è stato Alberto Plotti, membro dl Pontificio Consiglio “Cor Unum” e amministratore dell’Avsi( Associazione volontari per il servizio internazionale) di Milano, in occasione della presentazione del messaggio del Papa per la Quaresima . I progetti portati avanti dal “Cor Unum” in questa martoriata regione dell’Afica, hanno spiegato i responsabili, si propongono in primo luogo di “sostenere le famiglie, in cui vivono il 70% degli orfani”. Di loro si occupano persone come Rose Busingye, responsabile di “Meeting point” , una organizzazione non governativa ugandese che sostiene i malatidi Aids e i loro familiari. “Meeting point”, ha spiegato Rose, “è un’esperienza nata tra amici che si sono trovati di fronte alla realtà dell’Aids, vissuta in prima persona o tramite ciò che è accaduto a familiari ed amici. Lo scopo è non lasciare soli i malati, aiutarli a scoprire il senso della sofferenza e della morte attraverso una ‘compagnia’ matura e quotidiana, che tiene conto di tutti i bisogni dell’uomo”. Rose ne è convinta: “La responsabilità verso la dignità dell’uomo cambia la vita del mondo”. In concreto, non in astratto, ha raccontato Rose citando stralci della sua esperienza quotidiana. Come la storia di Alice, 46 anni, da dieci anni sieropositiva: “quando è arrivata da me, cercava medicine per morire. Non sapevo come consolarla, ora è una nostra volontaria”. O come quel bambino malato di Aids che un giorno ha detto a Rose: “Quando muoio, stringimi la mano, così non ho più paura”. Molte le attività di “Meeting point” nei sobborghi di Kampala: si va dalla cura degli ammalati alle visite domiciliari, dalla distribuzione di cibo e generi di prima necessità all’assistenza legale, fino al pagamento delle tasse scolastiche per permettere ai bambini di frequentare almeno le scuole di base.