LEGGE PENTITI: G.GARANCINI, “UNA NORMA ATTESA”

E’ il commento di Gianfranco Garancini, presidente dell’Unione giuristi cattolici italiani (Ugci) della Lombardia, sulla recente approvazione della legge sui pentiti. Sei mesi di tempo per rilasciare le proprie dichiarazioni, niente più assegni miliardari ma solo alloggio, assistenza legale ed un assegno sociale moltiplicato per cinque. Sono solo alcuni dei punti della legge che colma, secondo il giurista, quell’elemento di “indeterminatezza presente nella norma del 1991 che ammetteva il collaboratore di giustizia allo speciale programma di protezione in ragione del contributo dato o che avrebbe potuto dare alle indagini e non fissava un termine alla possibilità di intervento”. Il pentito “poteva, così, parlare, centellinare e, in alcuni casi, contrattare la propria collaborazione”.” “”Un limite significativo – dice al Sir Garancini – che rimette, in qualche misura, in mano all’amministrazione della giustizia la gestione dei collaboratori”. L’obiezione relativa al valore delle dichiarazioni rilasciate dopo il sesto mese, per Garancini è “barocca, nel senso che normalmente il collaboratore di giustizia è un teste di accusa. Nel momento in cui decida, passati sei mesi, di fare dichiarazioni nell’ambito di qualsiasi processo lo farà come testimone e non a pagamento”. “Questa legge – nota ancora il giurista – estende la sua operatività anche ai testimoni, ovvero a quei cittadini che spontaneamente intervengono. La legge fornisce tutela con la stessa ipotetica vigoria da parte dello Stato sia nei confronti dei collaboratori che dei testimoni spontanei. Il problema sarà vedere se tutto questo sarà applicato o meno”. (segue).” “