LEGGE PENTITI: G.GARANCINI, “UNA NORMA ATTESA” (2)

Per ridare fiducia ai cittadini nei confronti della giustizia, afferma Garancini, “al di là di leggi come questa, è necessario rendere tutto l’apparato giudiziario efficiente, rapido e sicuro. Non contano e non servono pene clamorose a 600 anni di detenzione, come negli Stati Uniti, ma processi rapidi, pene ragionevoli e certe. Ci sono due impegni, infine, che lo Stato si è assunto e deve portare avanti: maggiori risorse umane e materiali da destinare alla Giustizia. Alla Corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo 1,2 sentenze al giorno sono contro l’Italia per irragionevole durata del processo”.” “Riguardo il caso “Marta Russo”, che ha visto aumentate le pene agli imputati Ferraro, Scattone e Liparota dopo il verdetto, emesso ieri, della Corte di Appello, Garancini si dice convinto “dell’indipendenza dei magistrati”. “E’ chiaro – aggiunge – che il condannato troverà ragioni, fondate dal suo punto di vista, per contestare gli esiti del processo. Non dimenticherei che la verità processuale è sottoposta a tutte le condizioni del processo: l’assunzione delle prove, la discussione processuale, l’atteggiamento della difesa, dell’accusa, dei giudici. La questione semmai riguarda i tempi insopportabili, per quelli che vi sono sottoposti, della giustizia penale. Mi rifiuto, poi, di pensare a questo processo come ad un processo di Stato sulla base di un intervento del presidente della Repubblica”. ” “