ECUADOR: LA “FESTA” DEGLI INDIOS DOPO LA FIRMA DELL’ACCORDO PER I DIRITTI DEI POVERI

In Ecuador gli indigeni fanno festa, dopo la firma dell’accordo, avvenuta ieri a Quito, tra il presidente Gustavo Noboa e i rappresentanti delle organizzazioni degli indios che nei giorni scorso avevano protestato contro le misure economiche neoliberiste imposte dal governo. Dopo le repressioni da parte dell’esercito, che hanno provocato cinque morti, decine di feriti e numerosi arresti, gli indigeni si erano rifugiati nell’Università Salesiana di Quito. Così gli indios hanno accolto l’annuncio della firma dell’accordo, con il quale governo accetta di ridimensionare gli aumenti del gas liquido, di congelare il prezzo della benzina e di studiare una possibile riduzione del costo dei trasporti pubblici: “Mentre i volontari distribuivano ciò che restava immagazzinato alle mamme indigene – racconta Gianni Tarquini, coordinatore a Quito dell’Associazione internazionale Noi ragazzi del mondo -, ci si preparava al ritorno alle comunità nella convinzione che era stata ottenuta una grande vittoria, perché le questioni di principio e di metodo erano state accettate dal governo dopo il tentativo fallito di reprimere le voci represse per secoli”. Migliaia di indigeni, dopo una marcia pacifica per le vie della capitale, si sono riuniti nel parco dell’Arbolito, luogo simbolico perché sede, da anni, di ogni protesta india. “Ora viene la sfida per il futuro – ricorda Tarquini -: l’integrazione vera, come cittadini, con pari dignità e possibilità, di tutte le popolazioni indigene, dentro una democrazia reale e non solo giuridica”.