BILL CLINTON A SANREMO? DON COSTA (PONTIFICIA UNIVERSITÀ SALESIANA), “TV SUCCUBE DELLA PUBBLICITÀ”

“Si preferisce sacrificare lo spettatore alle leggi commerciali di una tv succube della pubblicità”. Così in un’intervista al Sir, don Giuseppe Costa, docente di giornalismo alla facoltà di scienze della comunicazione della Pontificia Università Salesiana, commenta la notizia circolata negli ultimi giorni in merito ad un cachet di un miliardo che, secondo le affermazioni del presidente della commissione di Vigilanza, Mario Landolfi, la Rai sarebbe disposta a pagare pur di avere al Festival di Sanremo l’ex presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton. “Mantenendo alto l’indice di ascolto – prosegue don Costa – si incrementano i proventi di natura pubblicitaria e ciò si verifica all’interno di un sistema televisivo nel quale due gruppi, in regime di ‘duopolio’, si contendono questo tipo di mercato”. Per il sacerdote, il cachet miliardario a Clinton rientra “nella logica della spettacolarizzazione che la televisione persegue da almeno un ventennio e che oggi sta raggiungendo l’apice. Una logica perversa che se non viene arginata, è destinata a produrre altri casi simili”. La denuncia di Costa si fa più precisa: “L’intrattenimento – dice – scivola volentieri nella volgarità e indulge nella svendita al pubblico dei propri sentimenti; l’informazione spesso manca di oggettività, è notizia urlata, sensazionalismo e terrorismo psicologico; la formazione viene quasi del tutto trascurata”. Il rimedio? “Occorrono – risponde don Costa – regole precise per chi gestisce il servizio televisivo, con particolare riguardo a quello pubblico sostenuto dai cittadini. Leggi scritte in Parlamento perché i codici etici non hanno potere vincolante”. ” “” “