IL PAPA AI VESCOVI UNGHERESI: “DIFENDETE LA VITA E DATE UN’ANIMA ALLA SOCIETÀ”

“Più che mai, alla soglia del terzo millennio, sentiamo l’esigenza che la vita sia difesa e coltivata. Bisogna suscitare nel nostro mondo una vera ‘cultura della vita’”. E’ uno degli “esigenti imperativi evangelici” che il Santo Padre ha oggi richiamato durante l’udienza concessa ai vescovi della Conferenza episcopale dell’Ungheria, invitandoli a “difendere senza timore e con chiarezza la vita umana in ogni fase della sua esistenza, dal concepimento fino alla morte naturale. Fate tutto il possibile – ha sottolineato il Papa – per incoraggiare le donne incinte a portare a compimento la gravidanza”. Il Santo Padre ha detto ai vescovi che “una società laica, in cui si fa sempre più silenzio su Dio, ha bisogno della vostra voce. Per dare alla società un’anima, può essere conveniente cercare d’allearsi con i Pastori e i cristiani di altre Chiese e comunità ecclesiali. L’ecumenismo della testimonianza apre di fatto un ampio campo di collaborazione”. Accennando alla situazione della Chiesa in Ungheria – prima vittima di “persecuzione violenta” e di forme più “sofisticate e più sottili” -, oggi la “svolta” “ha portato non soltanto una nuova libertà – ha osservato il Papa -, ma anche uno ‘choc consumistico’”. E ripete un concetto a lui caro: “L’uomo, in quanto persona, non deve essere schiacciato dagli interessi economici. E’ questo un rischio reale, perché la ‘società dei consumi’, dove Dio spesso viene dato per morto, ha creato idoli a sufficienza, tra i quali sta in evidenza l’idolo del profitto ad ogni costo”. Giovanni Paolo II invita i vescovi a non lasciarsi intimidire dal clima di indifferenza religiosa, in quanto, “anche se estromesso o taciuto, Dio è presente”. E la “risposta alla questione del senso della vita è la grande occasione favorevole della Chiesa”. A questo proposito il Papa ha ribadito il significato della domenica, sempre di più “minacciata di svuotamento”.