RIFORMA DEI CICLI: ANTONELLI, LE SCUOLE CATTOLICHE SI METTANO IN RETE

“Con la riforma dei cicli scolastici – ha affermato il segretario generale della Cei, mons. Ennio Antonelli – molte scuole cattoliche si trovano in difficoltà perché sono chiamate ad aumentare il numero delle classi, aggiornare i docenti, introdurre nuove materie di insegnamento”. Basti pensare a quegli istituti cattolici che hanno il solo ciclo elementare (sono almeno 600 in Italia) e in virtù della riforma devono aggiungere altri due anni di insegnamento. “Molte scuole cattoliche ogni anno sono costrette a chiudere” e la riforma rischia di accelerare questo fenomeno, ha notato Antonelli, illustrando questa mattina ai giornalisti il comunicato finale del Consiglio episcopale permanente. Il Consiglio ha suggerito di riorganizzare la presenza sul territorio delle scuole cattoliche raccomandando loro di “mettersi in rete”. Per promuovere e sostenere questa “riorganizzazione”, ha spiegato il vescovo, “ciascuna diocesi dovrebbe costituire un gruppo di lavoro”, animato dall’ufficio scuola diocesano, volto ad offrire “indicazioni e criteri” utili a elaborare un “progetto diocesano di scuola cattolica”. L’importante, ha detto Antonelli, è “non andare avanti in ordine sparso ma trovare soluzioni aderenti alla situazione del territorio”. La riforma dei cicli, ha aggiunto, va colta come “un’opportunità per aggiornare e qualificare il servizio offerto”. Nella direzione del rinnovamento e della promozione delle scuole cattoliche va anche l’iniziativa della “Carta Aurea Educational” che, ha spiegato Antonelli, con “la collaborazione di alcune aziende” aiuterà a raccogliere fondi da destinare a istituti su tutto il territorio nazionale. Quanto all’insegnamento della religione cattolica, il segretario generale della Cei ha riferito di una media di non avvalentesi pari a circa il 7%: il 3% di non avvalentesi nelle scuole materne, il 3,5% nelle elementari, il 5% nelle medie inferiori e il 13% nelle medie superiori.