Pubblichiamo la nota Sir a cura di Silvano Spaccatrosi sulla nomina dei sette nuovi cardinali di cui ieri il Papa ha reso noti i nomi. Una settimana appena dopo l’annuncio del concistoro del 21 febbraio, e della nomina di 37 nuovi cardinali, Giovanni Paolo II ha ancora stupito il mondo, rivelando i due cardinali che aveva “in pectore”, e che doveva rendere noti il giorno del concistoro, ma vi ha aggiunto altri cinque presuli. Tutti vescovi e arcivescovi residenziali, e dunque pastori impegnati alla guida della propria diocesi. Ma alcuni veramente inaspettati, come il vescovo di Mainz, Karl Lehmann di grande prestigio ed autorità.” “Il Sacro Collegio, con queste ulteriori nomina, tocca ancora un record assoluto: 185 membri. Ben 135 sono elettori, hanno cioè meno di 80 anni, ben oltre cioè il numero di 120 fissato da Paolo VI e che Papa Wojtyla aveva confermato. Ed infatti egli stesso, nell’annuncio, ha voluto sottolineare che le sue nomine sono in deroga al limite numerico finora condiviso.” “I nuovi porporati sono due tedeschi, un boliviano, un sudafricano, due ucraini e un lettone. E fanno intravedere, al di là di alcuni motivi di opportunità legati alle singole persone, il rafforzamento di una strategia già chiaramente delineata nel passato da Giovanni Paolo Il: fare del Sacro Collegio un suo strumento di effettiva collaborazione nelle sfide che attendono la Chiesa in questo inizio di terzo millennio, tanto più ora che appare così rappresentativo. Già nel passato i cardinali erano stati chiamati a consulto per questioni di grande rilevanza etica o dottrinale, come l’aborto, la droga o la preparazione del Giubileo. C’è da presumere che i cardinali forse saranno coinvolti ancora di più.” “E questo dimostra, oltre che la ricerca di una più pregnante collegialità nel governo della Chiesa, anche la determinazione e la vitalità di Giovanni Paolo II, che non si sente assolutamente in una fase di declino ma anzi impegnato in prima persona a sollecitare ognuno a fare la propria parte.” “Entrando poi nelle merito delle sette nuove nomine, spicca il riconoscimento del ruolo e dei meriti della Chiesa tedesca, che finalmente esaudisce il suo desiderio di vedere Karl Lehmann, il suo presidente, indossare la berretta rossa. Tra i 37 nuovi porporati, era stato già inserito Walter Kasper, teologo tra i più rappresentativi della Germania e attualmente segretario del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, un grande amico di Lehmann. Su quest’ultimo però, pure atteso alla porpora, erano ancora sembrate pesare le incomprensioni tra Santa Sede ed episcopato tedesco riguardo alla partecipazione di rappresentanti cattolici nel consultori dove veniva anche autorizzato l’aborto.” “Sembra invece che gli ultimi dubbi siano stati fugati e che comunque Giovanni Paolo II abbia voluto benedire una Chiesa che del resto egli ha sempre avuto nel cuore. E questo non dovrebbe portare che bene per tutti.” “Oltre che alla Germania, il Papa ha voluto premiare – sono loro i due cardinali “in pectore” anche la Chiesa di Lettonia e quella d’Ucraina, dove egli si recherà a giugno: due Chiese, come egli stesso ha sottolineato, che nel secolo XX secolo sono state duramente provate dalla persecuzione e dal martirio. All’Ucraina appartengono i due nuovi cardinali, ambedue di Leopoli: Marian Jaworski, di rito latino, e Lubomyr Husar, di rito greco-ortodosso (uniate). Per opportunità le due nomine non potevano che camminare insieme, e questo aveva forse determinato la riserva temporanea “in pectore” per il primo.” “Non è un mistero, del resto, che il Pontefice continui a guardare all’Oriente e al dialogo con i fratelli ortodossi, dai quali – dopo tanto gelo – ha voluto la lieta sorpresa di vedere una rappresentanza anche del Patriarcato russo nella celebrazione ecumenica del 25 gennaio scorso a San Paolo fuori le Mura. In attesa di Mosca, si tenta la via di Kiev e Leopoli, la città dove le tensioni tra ortodossi e unisti sono state maggiori. Al nuovi due porporati ucraini il compito di facilitare il cammino.” “” “” “