FINANZA ETICA: MONS. SCOLA, NON PUÒ DIVENTARE “UN “AFFARE”

La finanza etica non può essere “un tentativo di trasformare alcuni problemi etico-sociali in un’ulteriore occasione per affari redditizi”. Lo ha detto mons. Angelo Scola, rettore della Pontificia Università Lateranense (Pul), aprendo oggi, a Roma, l’incontro su “Etica, finanza e valore d’impresa”, organizzato dall’ateneo e dall’Università Bocconi per presentare “Finetica”, l’Osservatorio costituito dalle due realtà universitarie per “diventare punto di riferimento nel campo dell’etica e dei mercati finanziari, mostrando come i due temi siano intimamente correlati tra loro e definendone i principi di riferimento e le linee guida”. “Mettere al centro il soggetto”, inteso “come individuo e come comunità ai suoi vari livelli: da quello primario della famiglia, alle forme più elementari di comunità civile, per passare a quelle nazionali e giungere fino all’organizzazione di un qualche governo mondiale”: questo, secondo Scola, “l’improcrastinabile imperativo per l’economia”, ed il terreno su cui può avvenire l’incontro tra etica e mondo degli affari. In Italia, però, la quota di investimenti etici nel mondo delle imprese e della finanza è pari solo allo 0,8%, ha fatto notare Carlo Secchi, rettore dell’Università Bocconi, citando i dati degli Stati Uniti (13%) e di altri Paesi d’Europa, come il Regno Unito (9%) e la Francia (8%). Tutto ciò perché, ha spiegato Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo, “il collegamento tra etica e finanza e gli investimenti in azioni che rispondono a criteri etici sono fenomeni abbastanza recenti”. La Cariplo, ad esempio, è la prima fondazione bancaria, nel nostro Paese, ad aver dedicato un intero comparto agli investimenti etici: è all’interno del fondo “Geo”, si chiama “European Ethical” ed è – ha spiegato il presidente – un portafogli bilanciato che investirà in azioni ed obbligazioni europee sulla base delle regole elaborate dall’Osservatorio Finetica”. Dal prossimo anno accademico, ha annunciato Scola, la Pul istituirà il primo “Master” in atropologia ed etica della finanza.