DENUNCIÒ MALCOSTUME ALLEVATORI, ASSOLTA GIORNALISTA DELLA “GAZZETTA D’ALBA”

Una giornalista del settimanale diocesano “Gazzetta d’Alba”, Maria Grazia Olivero, è stata assolta ieri sera dall’accusa di non avere rivelato la fonte di una sua notizia, intralciando le indagini della magistratura. Il 12 gennaio del 2000 pubblicò infatti l’intervista ad un piccolo allevatore “pentito” della zona, senza citarne il nome, il quale raccontò di avere rinunciato a iniettare ai suoi vitelli gli estrogeni, sostanze vietate dalla legge. Dall’intervista emergeva che tanti altri allevatori della zona continuavano a ignorare la norma, procurando di conseguenza gravi danni alla salute dei consumatori. “E’ una sentenza importante per la tutela del segreto professionale – commenta don Giusto Truglia, direttore della “Gazzetta d’Alba” -. Non si può mettere il bavaglio alla stampa, perché se viene a mancare il rapporto di fiducia con le nostre fonti nessuno parlerà più e i problemi non verranno denunciati”. La procura di Alba interrogò Maria Grazia Olivero, intimandole di rivelare il nome dell’intervistato. Ma la giornalista si appellò al segreto professionale, previsto dalla legge. Un atteggiamento non accettato dal pm che la incriminò. “E la gente cosa vede? Che la giustizia, anziché indagare su chi viola le leggi indaga su chi denuncia – afferma il direttore del settimanale -. E chi ha usato gli estrogeni oggi continua ancora ad usarli”. In difesa della giornalista si sono schierati l’Ordine e il sindacato dei giornalisti. Il tribunale di Alba ha assolto Maria Grazia Olivero perché “il fatto non sussiste”. “Una giornalista che ha fatto il suo dovere di informare il lettore e denunciare il malcostume – osserva don Truglia – cosa ha ricevuto in premio? Una vicenda giudiziaria durata un anno”. Intanto il pm, Riccardo Ghio, che aveva chiesto una condanna a 4 mesi di reclusione, ha annunciato che farà appello.” “” “