URANIO IMPOVERITO: A ROMA UNA DELEGAZIONE IRACHENA CON LE PROVE DELLA CONTAMINAZIONE

La presenza di particelle di uranio impoverito nei tessuti e nei liquidi biologici dei cittadini iracheni colpiti da malattie come tumori, leucemie, malformazioni congenite, insufficienze renali, linfomi, malattie del cervello e altro..sono scientificamente provate: ad illustrare, dati alla mano, gli effetti dei bombardamenti all’uranio impoverito sulla popolazione irachena, è stata oggi a Roma una delegazione di politici ed esperti guidata da padre Jean-Marie Benjamin, che da dieci anni va denunciando in ogni sede la pericolosità dell’uso di questi proiettili. Alla conferenza stampa doveva essere presente anche un ex colonnello medico dell’esercito americano, Asaf Durakovic, tra i più grandi esperti mondiali di contaminazione radioattiva. Ma, come ha denunciato padre Benjamin, “dagli Stati Uniti è venuta l’interdizione a partecipare all’incontro, perché è proibito, per ogni cittadino americano, avere contatti con i cittadini iracheni”. Il ministro della sanità dell’Iraq, Omaeid M.Moubarak, (che ha già incontrato diverse autorità istituzionali italiane e oggi alle 18 sarà ricevuto da mons. Jean-Louis Tauran, Segretario per i rapporti con gli Stati), ha fornito le cifre ufficiali, riconosciute anche dall’Unicef, degli effetti di dieci anni di embargo e dei bombardamenti (335 tonnellate di uranio su 940.000 tonnellate bombe, l’equivalente di 7 bombe atomiche) sulla popolazione: prima dell’embargo la mortalità infantile era di 46 su 1000; oggi di 108 su 1000. Se prima si registravano, in un mese, 540 morti al di sotto dei 5 anni, oggi sono 7.500. Al di sopra dei 5 anni la cifra sale dai 1.200 al mese agli attuali 9.000. (segue)