Il 4,2% della popolazione del pianeta sopra i 15 anni, 180 milioni, ha abusato di droghe alla fine degli anni ’90. A rivelare il dato è il rapporto mondiale Onu sulle droghe 2000, presentato questa mattina a Milano da Pino Arlacchi, direttore dell’agenzia delle Nazioni unite per la lotta contro gli stupefacenti e la prevenzione del crimine, che ha anche illustrato “luci e ombre” della strategia internazionale contro produzione, traffico e diffusione delle droghe. Presenti anche il ministro degli interni Enzo Bianco e il cardinale Ersilio Tonini. Oltre 144 milioni i “drug abusers” da cannabis, 28,7 milioni da anfetamine e derivati e sostanze della famiglia dell’ecstasy. Ad abusare di cocaina erano in 14 milioni, 13,5 milioni di oppiacei, di cui 9 milioni dediti all’eroina. ” “I dati parlano di una globalizzazione del fenomeno, in mano però, rispetto a 10 anni fa, non “a grandi cartelli criminali, ma a centinaia di migliaia di organizzazioni di media dimensione, flessibili e difficili da contrastare”, ha spiegato Arlacchi. Un’altra ombra è “l’espansione del consumo, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo e in Asia. Preoccupante la situazione in Cina, Iran, Pakistan”. In questo paese gli eroinomani “ufficiali” sono 1.500.000, rispetto al dato dell’Europa occidentale, 1.200.000. Arlacchi ha parlato anche di luci: “c’è – ha detto – una strategia internazionale coerente e condivisa, dal ’98, basata su due pilastri, la riduzione della domanda nei Paesi ricchi ma anche dell’offerta”. L’obiettivo “è di eliminare le colture di coca e oppiacei entro il 2008”. Affrontare e risolvere il fenomeno si può, per Arlacchi, ottimista. “Il problema della droga è 50 volte più piccolo di quello della povertà o delle nuove forme di schiavitù”.” “