Quasi un lombardo su cinque si dedica al volontariato, meno però nell’assistenza e più in attività educative, culturali ed ecologiche. E più della metà dei cittadini è abituata a elargire donazioni. E’ quanto emerge dal Terzo rapporto sull’associazionismo dell’Istituto regionale di ricerca della Regione, presentato oggi alla prima conferenza regionale dell’associazionismo a Milano, organizzata dall’Assessorato regionale lombardo alla Famiglia e alla Solidarietà. Secondo il rapporto il 41% dei lombardi maggiorenni fa parte di un’associazione, percentuale superiore di 6 punti almeno al valore nazionale. Nel ’99 la percentuale dei lombardi che si dedicano ad attività non retribuite era del 17,1, in crescita rispetto al ’92 (13,5). Calano dal 59,2% al 42,1% gli impegnati in attività assistenziali mentre cresce l’interesse per i settori educativo-culturale (dal 21,5 al 49,8), ricreativo (dal 10,3 al 13,4) ed ecologico (dal 2,2 al 6,4). Il 38,4% dei volontari presta servizio agli anziani, il 31,5% agli ammalati e il 16,4% ai portatori di handicap. Dal rapporto emerge che l’identikit del volontario lombardo è simile a quello dell’aderente all’associazionismo: per lo più diplomato, abita in un comune con meno di 10 mila abitanti, nel 23% dei casi è impiegato, nel 21,9% pensionato. Oltre la metà di loro ha un’età tra 25 e 54 anni. Il 18% dedica al volontariato da 3 a 4 ore alla settimana.” “Il rapporto, infine, mostra che oltre il 61% dei lombardi, 15 punti in più del dato nazionale, effettua donazioni ad organizzazioni senza scopo di lucro. Uno su sei dona più di mezzo milione all’anno. A beneficiarne, per circa 690 miliardi l’anno, in particolare la Chiesa cattolica (59,3), seguita da associazioni, enti morali, e fondazioni. Da rilevare la “mediatizzazione” della solidarietà trainata da campagne di raccolta fondi tv.” “