“Con Bossilkov e Roncalli la Bulgaria ha il visto per entrare nella grande famiglia europea. Un’Europa non solo unita dai valori politici o economici, ma che respira con i due polmoni, quello dell’occidente e dell’oriente, sulla base delle radici cristiane”. Ad affermarlo è il padre passionista Fernando Taccone, docente alla Pontificia Università Lateranense, intervenuto oggi alla giornata di studio sul tema “La Bulgaria domani alla luce di due grandi personaggi: beato Eugenio Bossilkov e beato Giovanni XXIII”. L’attuale Costituzione della Bulgaria democratica garantisce la piena eguaglianza dei cittadini, senza differenze dovute a razza, opinioni e religione; molti, tuttavia, i problemi che il Paese deve oggi affrontare: “Da quelli economici – osserva Attilio Tamburrini , direttore della sezione italiana dell'”Aiuto alla Chiesa che soffre”-, a quelli sociali la cui soluzione richiederà decenni”, ma ancor più grave è “la frattura generazionale, la perdita di identità e di certezze, il deserto dei principi”. In particolare, secondo padre Corrado Gasbarro, superiore della Congregazione dei Passionisti in Bulgaria e parroco della chiesa di Belenne dove fu battezzato il beato Bossilkov, di fronte all’apertura del Paese all’occidente “la Chiesa cattolica deve oggi farsi carico di aiutare i fedeli a individuare e a tenere stretti i propri valori civili e religiosi, quali la famiglia e il rispetto per la persona umana, per non essere travolti dal tanto nuovo che si avvicina”. Ma anche “il far capire e accettare la Chiesa del Concilio”, la vicinanza spirituale ai giovani, l’educazione alla piena democrazia e le relazioni con la Chiesa ortodossa “sono le sfide più urgenti da raccogliere con l’intercessione dei beati Eugenio e Giovanni, garanzia che il ‘futuro splendido ci sarà'”.