“Le questioni che si riferiscono alla vita e alla famiglia, alle biotecnologie e alla bioetica come ai mutamenti dei costumi e delle legislazioni occupano sempre di più un posto di grandissimo rilievo nel confronto culturale e politico”. Lo ha detto il card. Camillo Ruini, presidente della Cei, aprendo oggi i lavori del Consiglio episcopale permanente, in svolgimento a Roma fino al 25 gennaio. Riferendosi agli Orientamenti pastorali per il prossimo decennio, al centro dei lavori del Consiglio permanente, Ruini ha sottolineato l’impegno della Chiesa nella “coraggiosa sollecitudine per la vita di tutti gli esseri umani, dal concepimento fino al naturale tramonto” e nella “pubblica rivendicazione del legame che deve essere sempre mantenuto tra le nuove potenzialità della scienza e della tecnica, specialmente nell’ambito delle biotecnologie, e le esigenze fondamentali dell’etica”. Tra gli argomenti d’attualità, il presidente dei vescovi ha citato dibattiti come quelli sulla “pillola del giorno dopo”, i cui “effetti abortivi e non semplicemente contraccettivi non possono essere negati semplicemente cambiando il significato delle parole”, o sulla salute mentale, le cui patologie sono sempre più diffuse, mentre si dimostrano “inadeguate sia le prestazioni effettive dell’apparato sanitario sia le stesse attuali normative”. In questo campo, e nell’ambito più generale delle questioni della salute e della malattia, la Chiesa – ha assicurato Ruini – “intende dare tutto il proprio contributo, anzitutto sul piano dell’assistenza spirituale agli ammalati ma anche su quelli degli istituti sanitari cattolici e dei servizi di volontariato”. Allargando lo sguardo all’Europa, Ruini ha fatto notare che in diversi Paesi sembrano “prevalere orientamenti sempre più lontani da un’antropologia e da un’etica che tengano davvero conto del carattere inviolabile dell’essere umano e dell’indole specifica della famiglia, come società naturale fondata sul matrimonio”.