Desideriamo che nelle comunità, a cominciare dalle parrocchie, in ciascuna delle quali sono presenti studenti, genitori e professori, si suscitino interesse ed attenzione per la scuola, se ne diffondano le informazioni e si mobilitino energie affinché il rapporto fra noi, scuola ed università divenga partecipativo e ricco di spirito evangelizzatore”. E’ il messaggio che i vescovi del Piemonte lanciano nel documento “Per un impegno dei cristiani nel mondo della scuola”, approvato nel corso della riunione della Conferenza episcopale piemontese che si è tenuta il 17 gennaio a Susa. I vescovi presentano tre “buone ragioni” per un intervento: “in primo luogo – scrivono – scuola e università sono di grandissima importanza come tempi e luoghi di aggregazione giovanile; in secondo luogo abbiamo notato che nella elaborazione dei saperi essenziali voluta dal ministero della Pubblica Istruzione non s’è dato spazio per il sapere propriamente religioso, infine perché sentiamo viva la responsabilità a riguardo della cultura proposta ai nostri bambini, ragazzi e giovani, soprattutto in rapporto ai valori predominanti, all’idea di uomo e alla visione della vita”. Il documento prosegue con un appello ai genitori – “La vostra presenza si rivela indispensabile” – mentre agli studenti i vescovi chiedono di “vivere con intelligenza e libertà gli anni determinanti della scuola e della università, impegnandovi con sano protagonismo e mai permettendo che vi strumentalizzino”. L’episcopato piemontese chiede ai docenti di “interpretare una volta di più la vostra funzione come vera missione” e agli insegnanti di religione cattolica rivolge un incoraggiamento: “sappiamo come sia difficile sotto vari profili la vostra situazione e desideriamo che la vostra presenza nella scuola continui con la consueta generosità”.