CLONAZIONE: MESSAGGERO DI S. ANTONIO, “NO” ALLA SPERIMENTAZIONE SUGLI EMBRIONI

Gli embrioni non possono essere considerati “materiale da esperimento per selezionare con i test genetici il figlio migliore”. E’ quanto si legge in un dossier dal titolo “Le mani sulla vita”, pubblicato dall’ultimo numero del Messaggero di Sant’Antonio (gennaio 2001) in vista della XXIII Giornata per la vita, che si celebrerà il 4 febbraio sul tema “Ogni figlio è parola”. Ripercorrendo la “storia” delle più recenti acquisizioni scientifiche sulle biotecnologie, e in particolare sulla clonazione, Franco Girardo, Gianni Maritati e Fabrizio Condò ricordano i “no” decisi della Chiesa “al prelievo, alla manipolazione e alla distruzione di cellule embrionali”, ed il “sì”, invece, accordato alla ricerca e all’utilizzo di cellule embrionali adulte. In bioetica, si legge infatti nell’articolo, “il pericolo non si annida nelle scelte, o nelle decisioni del singolo, ma nell’autonomia esasperata della ‘Tecnica’ sull’uomo stesso, che l’ha sempre dominata e da qualche tempo ne sembra a sua volta dominato”. Roberto Colombo, dell’Università Cattolica di Milano, sottolinea che la ricerca sulle cellule staminali adulti “è l’autentica alternativa alla produzione e distruzione di embrioni per scopo terapeutico”. Gli fa eco Maria Luisa Di Pietro, dell’Istituto di Bioetica dell’Università Cattolica di Roma, che a proposito delle ricerche in corso in questo ambito lamenta: “Purtroppo, si vogliono ottenere queste cellule staminali utilizzando e distruggendo embrioni umani senza pensare che c’è una via alternativa, quella, cioè, del recupero di cellule staminali da soggetti adulti. Se l’alternativa esiste e se questa alternativa non rea problemi etici sollevati dalla strada attualmente percorsa, è un dovere etico abbandonare quest’ultima e imboccare la nuova”. ” “” “