“Riportare la pace in Congo e in tutto il continente africano”: è la priorità ribadita oggi, in una conferenza stampa a Bologna, da don Albino Bizzotto, presidente dell’associazione Beati i costruttori di pace, nell’illustrare alcuni dettagli dell’iniziativa “Anch’io a Bukavu”, che porterà nella regione congolese del Kivu, dal 24 febbraio al 2 marzo prossimo, più di 300 persone della società civile europea per un’azione internazionale nonviolenta. “Nonostante l’incertezza della situazione dopo l’attentato a Kabila – spiega don Bizzotto in un’intervista che verrà pubblicata nel prossimo numero del Sir – noi andiamo avanti con il nostro progetto, perché ci sarà ancora di più l’esigenza, per la società civile locale, di riportare la pace nella zona. Ricordiamo però che l’iniziativa non riguarda solo il viaggio a Bukavu: la parte più importante è la sensibilizzazione in Europa sulla guerra e il commercio delle armi, perché non si abbia un’informazione sull’Africa solo in momenti drammatici come questo”. Don Bizzotto auspica, per la popolazione congolese – che ha il reddito più basso a livello mondiale nonostante le enormi ricchezze minerarie – “che l’Onu si faccia carico di questa situazione difficile secondo le linee del diritto internazionale, e i Paesi forti smettano di far fare la guerra agli altri solamente per governare i propri interessi”. “I due problemi da risolvere immediatamente – osserva – sono il dialogo intercongolese, ossia una conferenza internazionale prevista per il prossimo 10 febbraio allo scopo di trovare la strada della democrazia, e la definizione della Repubblica democratica del Congo per quanto concerne i confini e l’amministrazione locale all’interno dei confini”. Alla conferenza stampa è intervenuto anche, come testimonial dell’iniziativa, l’artista teatrale Moni Ovadia, invitando a intervenire per “salvare un’Africa sull’orlo del baratro”, anche perché, ha sottolineato, “la nostra umanità si misura sulla base dell’impegno nei confronti del prossimo”.” “” “