APPELLO DEL PAPA AD UNA “CONVERSIONE ECOLOGICA”

“L’uomo ha devastato senza esitazioni pianure e valli boscose, inquinato le acque, deformato l’habitat della terra, reso irrespirabile l’aria, sconvolto i sistemi idro-geologici e atmosferici, desertificato spazi verdeggianti, compiuto forme di industrializzazione selvaggia, umiliando – per usare un’immagine di Dante Alighieri – quell’aiuola che è la terra, nostra dimora”. Con queste parole il Papa è tornato a parlare di ecologia in occasione dell’udienza generale di oggi, così come aveva fatto sabato scorso, 13 gennaio, rivolgendosi al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede. Il Papa ha dedicato la catechesi odierna all’impegno necessario per “scongiurare la catastrofe ecologica”. A questo scopo ha chiesto di “stimolare e sostenere la ‘conversione ecologica’, che in questi ultimi decenni ha reso l’umanità più sensibile nei confronti della catastrofe verso la quale si stava incamminando. L’uomo non più ‘ministro’ del Creatore. Ma autonomo despota, sta comprendendo di doversi finalmente arrestare davanti al baratro”. Ad avviso di Giovanni Paolo II oggi “non è in gioco solo un’ecologia ‘fisica’, attenta a tutelare l’habitat dei vari esseri viventi, ma anche un’ecologia ‘umana’ che renda più dignitosa l’esistenza delle creature”. Al termine dell’udienza il Papa, ricordano l’odierna festa di Sant’Antonio Abate, “patrono degli allevamenti”, ha fatto cenno all’epidemia della “mucca pazza”: nel mondo rurale, ha detto il Pontefice, “si sta vivendo un momento di grande difficoltà a motivo dell’allarme sociale causato dalla diffusione di un recente morbo. In questa situazione di non lieve disagio, a tutti gli onesti allevatori va l’espressione della mia vicinanza spirituale”.