AI.BI.: I FIGLI NON SI POSSONO “ACQUISTARE” VIA INTERNET

I bambini non sono “beni di consumo”, e non si possono “acquistare” su Internet. La denuncia viene dal’Ai.Bi. (Associazione Amici dei Bambini), che contesta un articolo – apparso ieri nell’inserto di un quotidiano nazionale – dedicato ai siti Internet che diffondono immagini di bambini “ad uso di aspiranti genitori adottivi o – afferma l’associazione – come forse è meglio definirli, clienti. Ancora una volta i bambini non vengono riconosciuti come soggetti di diritto, ma semplici beni di consumo da scegliere dopo averne valutato accuratamente le caratteristiche: età, paese di provenienza e – incredibili a dirsi – anche il tempo di permanenza in istituto. Certo è molto più semplice amare e farsi amare da un figlio meno segnato da traumi di internamento in un orfanotrofio, dimenticando i tanti bambini abbandonati da sempre”. Poi l’Ai.Bi. fa una proposta volutamente provocatoria: “Se al posto dei bambini, costretti a sorridere per accaparrarsi una ‘famiglia amorosa’, pubblicassimo on line le foto degli aspiranti genitori? Non sarebbe più giusto che fossero i bambini a poter cliccare sul papà o sulla mamma ideali?”. Come associazione di genitori adottivi, l’Ai.Bi. chiede alle autorità competenti “di procedere in via cautelare all’oscuramento del sito in questione, finalizzato alla diffusione di immagini di minori a scopo di adozione”.