OCCUPAZIONE: MONS. CHARRIER, IL LAVORO NERO È UN’INGIUSTIZIA

Il lavoro nero è “un atto di ingiustizia, sia verso lo Stato, sia nei confronti dei lavoratori, che non vengono più tutelati neanche dai diritti sanciti dalla Costituzione”. A ribadirlo è mons. Fernando Charrier, vescovo di Alessandria, in un’intervista pubblicata sul prossimo numero del Sir sul tema dell'”emergenza lavoro”, dopo le polemiche seguite alle denunce di mancanza di manodopera al Nord. Per scongiurare il “tranello” del lavoro nero, mons. Charrier invita anche le forze sociali e politiche a “trovare un accordo affinché il lavoro venga tassato per quello che è giusto: se è vero, come alcuni dicono, che il lavoratore lavora sei mesi per lo Stato, e gli altri sei per se stesso, ciò solleva un problema morale per il quale sarebbe iniquo non trovare una risposta”. Riguardo alla flessibilità, il vescovo di Alessandria fa notare che “si tratta di un problema culturale che non riguarda soltanto i lavoratori o i datori di lavoro, ma lo Stato e la società civile, che devono impegnarsi – ciascuno per la sua parte – non solo a creare una nuova mentalità, ma anche a mettere a disposizione risorse, servizi e strutture adeguate, cambiando l’assetto delle nostre città, del territorio…”. Per scongiurare il pericolo delle “due Italie”, secondo Charrier, il Nord deve considerare il Sud “non un peso, ma una risorsa, umana ed economica”, mente il Sud “può recepire dl Nord una migliore organizzazione del lavoro. Abbiamo bisogno del cuore, dell’entusiasmo del Sud, ma dobbiamo anche recepire il suo grido di aiuto”. ” “” “