EMERGENZA LAVORO: MONS. CHARRIER, “IL CAPITALE DEVE METTERSI A SERVIZIO DELL’UOMO”

Non è l’uomo che deve andare dietro il capitale, ma è il capitale che deve mettersi a servizio dell’uomo, per salvaguardare la dignità della persona umana”. Interviene in questi termini mons. Fernando Charrier, vescovo di Alessandria, sull'”emergenza lavoro”, riemersa in questi giorni sulle cronache grazie ad un appello fatto da un imprenditore al governo per la mancanza di manodopera. Charrier, quindi, invita gli imprenditori del Nord “a spostarsi al Sud, per specialmente per soddisfare la richiesta di manodopera là dove c’è già”. Tutto ciò, però, nel rispetto di quella che è, concretamente, “la vocazione economica del Sud, senza ripetere gli errori delle ‘cattedrali del deserto’ del passato”. Lo Stato, da parte sua, per Charrier “deve fare in modo che l’imprenditore che decide di investire al Sud possa vivere senza quella sorta di spada di Damocle che è la criminalità organizzata”. Alla solidarietà tra Nord e Sud Italia, precisa inoltre Charrier ricordando il documento “Chiesa italiana e Mezzogiorno”, deve però accompagnarsi anche una nuova “cultura del lavoro”: “Oggi – fa notare il vescovo – la flessibilità è richiesta a tutti i livelli, purché ben regolamentata. Bisogna abbandonare l’idea dell’unico lavoro fino alla morte, diventando disponibili alla flessibilità di orari, ma anche di spostamenti. Anche in questo caso, comunque, lo Stato ha il compito di aiutare chi si sposta per lavoro a trovare una casa e condizioni di vita dignitose”. “Il Paese non crescerà, se non insieme”: questa la strada che fa da sfondo al documento “Chiesa italiana e Mezzogiorno. Sviluppo nella solidarietà”, elaborato dai vescovi italiani nel 1989. Per la Chiesa italiana, si legge ancora nel documento, la “questione meridionale” è un “problema di tutto il Paese, che impegna l’intera Chiesa italiana nell’ambito della sua missione”.