“Ci sono voluti secoli per dividerci, ci vorrà tempo perché possano avvenire dei chiarimenti profondi”. A tracciare, in un’intervista al Sir, un primo bilancio sul cammino ecumenico compiuto dalle Chiese e comunità cristiane negli ultimi anni in Italia è mons. Giuseppe Chiaretti, arcivescovo di Perugia e presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo. “E’ certo che dobbiamo continuare a camminare insieme – ha proseguito l’arcivescovo – e procedere su tre strade privilegiate: la prima è la strada della preghiera, nella consapevolezza che l’unità è il dono dello Spirito. La seconda strada è quella della carità, promuovendo iniziative di solidarietà comuni. La terza strada è quella del dialogo per conoscere l’altro e farsi conoscere”. Circa il documento pubblicato nei giorni scorsi dalla Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, mons. Chiaretti ha commentato: “il testo ricorda che quello passato è stato un anno di sofferenze per le chiese evangeliche ma lo ricorda senza acredine e con molta compostezza”. Facendo poi riferimento alle proposte lanciate dalla Federazione, mons. Chiaretti ha aggiunto: “Apprezzo la disponibilità data a proseguire il dialogo e lo coniugo con la sollecitazione che il Papa ci ha dato nella Novo millennio Ineunte”. Intanto dal 18 al 25 gennaio prossimi si svolgerà la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, che quest’anno ha per tema: “Io sono la via, la verità e la vita”. Dopo la Chiesa cattolica, la comunità cristiana più “antica” presente in Italia è la Chiesa valdese che conta circa 30mila fedeli. Complessivamente la popolazione protestante in Italia è stimata tra le 350 e le 430mila persona. Nel nostro Paese, ci sono anche diverse Chiese ortodosse (greca, rumena, russa, armena, copta). Alla vigilia della Settimana, si svolge come ogni anno la Giornata di approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei che ruota attorno al tema “Abramo ebbe fede in Dio”. La comunità ebraica in Italia conta circa 35mila persone.